storia della magia 3

STORIA DELLA MAGIA

 

Del prof. MAURO GHIRIMOLDI

 

 

SECONDA PARTE

 

Lucien Lévy-Bruhl (1857-1939), rivendicando l’autonomia di pensiero dei popoli “primitivi” rispetto alla mentalità
occidentale, teorizzò la “legge di partecipazione”, che istituisce legami di affinità o identità tra fenomeni diversi: per
questa ragione, nei riti magici, un oggetto che rappresenta qualcosa viene a coincidere con la cosa reale, all’interno di
un sistema di credenze specifico. Il pensiero magico e quello razionale sarebbero dunque due modi di percepire e
affrontare la realtà, e non devono essere associati a specifiche fasi storiche, poiché spesso coesistono.
Secondo Bronislaw Malinowski (1884-1942), invece, a differenza della religione (la quale deve fornire certezze di
fronte ai grandi problemi della vita) e della scienza (presente in forma elementare presso i primitivi), la magia ha scopi
eminentemente pratici, e si tratta di un mezzo per rispondere a situazioni generatrici di ansia: essa infatti consiste in una
serie di atti sostitutivi, un possesso primordiale che afferma il potere autonomo dell’uomo di creare dei fini desiderati, e
che mette l’uomo in grado di compiere con fiducia i suoi compiti importanti, di mantenere il suo equilibrio e, insomma,
di ritualizzare il suo ottimismo.
Infine, Claude Lévi-Strauss (1908-2009) è stato uno dei pochi a osservare che i comportamenti magici hanno non solo
effetti psicologici, ma anche fisici (ad esempio, un uomo colpito da un freccia affatturata muore anche se la ferita non
risulterebbe di per sé mortale), e sarebbe proprio l’efficacia biologica della magia a far spostare l’accento sul significato
culturale di tale credenza. La magia sarebbe per questo composta da tre aspetti tra loro complementari: la credenza del
praticante nell’efficacia della sua opera, la credenza del paziente o della vittima, e la fiducia della collettività. In
sostanza, l’efficacia della magia si fonderebbe su qualcosa di simile a quello che in medicina è l’effetto placebo.

 

SEGUE TERZA PARTE


 

 

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