storia della magia 11

 

STORIA DELLA MAGIA

 

DEL PROF. MAURO GHIRIMOLDI

 

PARTE DECIMA

 

 

 

LO SCIAMANESIMO URBANO
In genere si associa lo sciamanesimo alle popolazioni primitive e a luoghi selvaggi; in realtà, dopo la sua riscoperta a
opera di accademici come Eliade e Harner, in seno alla religione neopagana molti hanno cominciato a praticarlo anche
oggi in ambito cittadino: il fenomeno dello sciamanesimo urbano si basa dunque sulla concezione per la quale le
tecniche e l’immaginario propri dello sciamanesimo tradizionale possano essere adattati al quotidiano della vita
occidentale. Per fare alcuni esempi, gli animali totemici possono essere quelli che ben si sanno muovere in città
(piccioni, ratti, corvi, gatti, cani,…); i grattacieli diventano le scale verso il regno celeste, e le stazioni della
metropolitana quelle verso il regno infero; gli spiriti negativi contro i quali lo sciamano combatte non sono più quelli
del colera o della carenza di cibo, ma quelli dell’AIDS, del crimine e della povertà.
Il tutto si basa su un assunto antropologico molto semplice: lo sciamano “primitivo” si muove nella foresta come se
fosse casa sua, sa dove trovare cibo e acqua, conosce le caratteristiche di piante e animali e, di conseguenza, il
linguaggio degli spiriti associati; parimenti, lo sciamano “urbano” sviluppa una gran quantità di competenze per
sopravvivere nella sua foresta, ovvero la città, la “natura” nella quale vive e con cui interagisce: per tale ragione egli
può, ad esempio, comunicare con gli spiriti dei lampioni o delle automobili. Lo stesso vale ovviamente per le tecniche
che usa per indursi l’estasi: meno spesso con l’ausilio di sostanze psicotrope (dalle quali vanno escluse le droghe
eccitanti e morfiniche, come la cocaina e l’eroina), il più delle volte con la musica, non quella tradizionale col tamburo,
ma quella moderna dei rave e delle discoteche, o del semplice lettore mp3. Lo scopo dello sciamano urbano resta
ovviamente quello di aiutare la propria comunità (qualunque essa sia, dalla famiglia al gruppo di amici, all’ambiente
lavorativo), spesso guarendo malattie sia psichiche che fisiche.

 

SEGUE PARTE UNDICESIMA

 

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