storia della magia 15

STORIA DELLA MAGIA

 

DEL PROF. MAURO GHIRIMOLDI

 

PARTE QUINDICESIMA

 

LE RUNE
Le rune sono, a livello generico, le lettere dell’alfabeto norreno (futhark), attestate sia nei Paesi scandinavi, appunto,
che nella Germania continentale. Esse tuttavia sono, prima ancora che segni alfabetici, entità magiche vere e proprie in
quanto, secondo la tradizione, contengono il segreto dell’esistenza, poiché in ciascuna di esse è concentrata e posseduta
una delle essenze fondamentali della vita e del mondo, sia benefica che nefasta: esse hanno perciò potere creatore e
distruttore. Già Tacito, nel II secolo d.C., riferiva dell’uso dei Germani di predire il futuro usando bastoncini sui quali
venivano incisi segni particolari; le bacchette per i responsi, che a volte venivano bagnate nel sangue sacrificale e usate
per aspergere, erano dette hlautteinar (in norreno“rami della sorte”) o blotspann (“bacchette del sacrificio”). In genere
tali bacchette erano ottenute dal legno di faggio, per la sua morbidezza e facilità di intaglio: non a caso, dalla parola in
tedesco moderno per indicarlo (buche) è derivato buch (libro, come nell’inglese book).
Le rune appaiono dunque come simbolo di conoscenza superiore e potere magico espressi nella capacità divina dello
scrivere. Esse vengono incise o dipinte dal praticante, talora col sangue; in esse egli possiede l’antica saggezza delle
cose, e molti passi delle saghe ricollegano le rune alla sapienza delle origini: in un canto esse vengono fatte risalire a
Odino, il quale le trasse dal cranio di Heidhraupnir e dal corno di Hoddrofnir (entrambi appellativi del sapiente gigante
Mimir); le rune sono anche il dono di sapienza e di dominio delle cose che la valchiria Brunilde fa a Sigfrido quando gli
offre il calice ricolmo della “bevanda del ricordo”: nelle sue parole ella allude a diverse rune, benefiche e nefaste, nelle
quali è trasmessa a chi le possiede la capacità di influenzare il corso degli eventi, e ne elenca le tipologie (rune del
sonno, della gioia, della vittoria, della birra o della fortuna, dei parti, contro i marosi, dei rami, dell’eloquio, della
mente, del dolore, della seduzione, della morte e dell’alterco, e a questo proposito ricordiamo che quelle del sonno sono
trasmesse mediante una spina, quelle contro i marosi devono essere impresse a fuoco sulla prora, sul timone e sul remo,
quelle dei rami sono indispensabili per la sapienza medica, e quelle della mente danno la scienza segreta delle cose).
Le iscrizioni runiche ebbero soprattutto carattere magico: ciò è particolarmente evidente nei numerosi amuleti sui quali
questi segni venivano incisi (e a volte ripetuti sistematicamente per un numero di volte simbolico che ne rafforzasse il
potere), così come nelle iscrizioni più antiche. Anche l’uso di inciderle sulle pietre sepolcrali dovette avere in origine lo
scopo di proteggere dagli spiriti malvagi.

 

SEGUE LA PARTE SEDICESIMA

 

 

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