storia della magia 21

STORIA DELLA MAGIA

 

Del Prof. MAURO GHIRIMOLDI

 

 

L’ALCHIMIA
LE ARTI DEL METALLO

 

Tutta la pratica alchemica si basa su un concetto diffuso un po’ ovunque nel globo: i vari tipi di metalli non sarebbero
diversi fra loro, ma si tratterebbe di una stessa sostanza che “matura” nel grembo del terra, nel corso dei millenni;
quando dunque la terra li “espelle” per qualche ragione, essi compaiono in superficie a vari gradi di maturazione,
l’ultima delle quali è il metallo più nobile, l’oro. L’opera dell’alchimista è dunque quella di sostituirsi artificialmente al
tempo, di modo da poter far maturare i metalli fino allo stato desiderato.
Per l’uomo, il metallo ha sempre avuto una connotazione divina, sia perché in parte esso compariva misteriosamente
dalle viscere della terra, sia perché cadeva dal cielo (il ferro meteorico fu per millenni l’unico ferro a cui gli uomini
ebbero accesso): per tale ragione, presso molti popoli del mondo, il fabbro ha avuto un’importanza mistica, al pari dei
sacerdoti e degli sciamani, poiché era in grado di creare, tramite la conoscenza del fuoco (il principale strumento di
accelerazione del tempo), oggetti del tutto nuovi; la stessa arte della forgia era considerata operazione sacra, con tanto
di liturgie e sacrifici. Del resto, presso molti popoli, il mondo viene creato dalla materia inerte, e gli stessi uomini
nascono dalla pietra: allo stesso modo dunque il fabbro prende il “feto” di metallo grezzo e gli dà nuova vita. Non a
caso, nella varie mitologie il fabbro divino è colui che fornisce le armi agli dèi per abbattere le forze maligne (Efesto
forgia le folgori di Zeus, Tvashtri quelle di Indra, i nani donano a Thor il martello da usare contro i Giganti, e così via).

 

 

 

 

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